Cosa provoca il mal di denti: La pulpite

Cosa provoca il mal di denti: La pulpite. 3° Causa.

In un post precedente (Cosa provoca il mal di denti) abbiamo individuato varie cause che possono scatenare il mal di denti. Adesso vediamo la causa n°3: cosa provoca il mal di denti: La pulpite

Scopriamo insieme la pulpite. https://it.wikipedia.org/wiki/Pulpite

Cosa provoca il mal di denti: La pulpite
Cosa provoca il mal di denti: La pulpite

Definizione: 

La pulpite dentale è un’ infiammazione della parte più interna del dente, chiamata polpa dentaria, ricca di terminazioni nervose, piccole vene e cellule che servono alla produzione di dentina.
Tutto ciò che produce una infiammazione può portare ad una pulpite.
Come in tutte le infiammazioni anche all’interno del dente si crea il caratteristico arrossamento con relativo gonfiore,  con la problematica che, all’interno del dente, non esiste la possibilità di poter dare sfogo al gonfiore perché il tutto è chiuso in una scatola ossea rigida che si chiama camera pulpare.
Si crea quindi una pressione interna; questa pressione interna rende la circolazione sanguigna difficoltosa, pulsante insieme ai battiti del cuore e, nei casi più gravi, può portare alla necrosi della polpa.

Sintomi:

Inizialmente la pulpite può essere asintomatica, di conseguenza, quando arriva il dolore, la polpa è già in parte o totalmente compromessa.
Il sintomo che caratterizza la pulpite è il dolore ai denti.
In genere è molto intenso, può essere persistente od intermittente, ma sempre acuto e pulsante.
In presenza di pulpite il paziente accusa un forte dolore a tutti i denti, alcune volte anche a mascella e mandibola, tanto che difficilmente riuscirà a localizzare il punto preciso del dolore all’interno della bocca.
Il dolore viene comunemente accentuato da stimoli quali la masticazione, da sensazione di caldo o freddo e dall’assunzione di dolci e cibi zuccherini in generale. 

In base al grado d’infiammazione e alla lesione pulpare, si identificano due forme di pulpite:

  • Pulpite reversibile: è la forma meno grave di infiammazione della polpa dentale che se curata in modo adeguato e in tempi rapidi, non comporta conseguenze importanti.
    Dalla forma reversibile è possibile guarire completamente, ma non deve essere trascurata.
    La pulpite reversibile si manifesta con un dolore molto simile a quello della carie dentale, che tende ad acutizzarsi in precise circostanze e a sparire quando non si mangia.
  • Pulpite irreversibile: è la più grave ed è la diretta conseguenza di una pulpite reversibile che è stata trascurata oppure non è stata curata in modo adatto.
    La pulpite irreversibile presenta sintomi più accentuati e quindi un dolore molto forte, che in alcuni casi può avere la caratteristica di essere pulsante e presentarsi anche in assenza di stimoli.
    Può degenerare in ascesso, granuloma o cisti, fino ad arrivare alla doverosa rimozione del dente.

Cause:

Nella maggior parte dei casi la pulpite è la conseguenza di una carie dentaria trascurata, oppure in uno stato avanzato, che attacca gli strati più profondi del dente, ma esistono anche altre cause, elenchiamo le più comuni:

  • Carie dentaria trascurata
  • Traumi ai denti
  • Parodontite (o piorrea)
  • Ripetuti interventi dentari invasivi
  • Trattamenti termici (es. sbiancamento laser con lampade a CO2)
  • Bruxismo 
  • Malocclusioni dentarie 
  • Masticazione non corretta
  • Scarsa igiene orale 
  • Alimentazione con cibi acidi
  • Malattie debilitanti

Diagnosi:

Quando siamo in presenza di un dolore che compare solo in seguito a uno stimolo esterno è ammissibile supporre di essere in presenza di una pulpite reversibile, in questo caso è necessario individuare la carie responsabile dell’infezione, con un esame radiografico o visivo della superficie dentale e con l’uso di uno specchietto dentale.

Se il dolore avvertito dal paziente è continuo molto probabilmente si tratterà di una pulpite irreversibile.
I denti colpiti da pulpite irreversibile e necrosi sono sensibili alla percussione, questo può aiutare il riconoscimento del dente, anche perché la carie può trovarsi sotto una vecchia otturazione, il che rende più difficile l’individuazione.
L’esame radiografico è sicuramente di aiuto nell’individuare il dente responsabile, soprattutto quando il paziente non riesce a determinare la posizione precisa del dolore.

Cura e trattamenti:

La cura e il trattamento della pulpite iniziano con lo scoprire e rimuovere la causa dell’infiammazione, intervenendo subito anche per favorire la riduzione del dolore, con analgesici, antinfiammatori e, se necessario, anche con una terapia antibiotica.

In una pulpite reversibile sarà sufficiente eliminare la carie che causa l’infezione.

Quando l’infiammazione è a uno stadio più avanzato o addirittura si è in presenza di necrosi pulpare, può esser necessario eliminare parzialmente o totalmente la polpa dei denti.
Si procederà quindi con la pulizia, la disinfezione e la chiusura ermetica del canale radicolare attraverso una cura dei canali o con una terapia endodontica, nel caso di una devitalizzazione, oppure con la necessaria asportazione del dente.

Prevenzione:

Principale responsabile della carie e di conseguenza della pulpite, è il deposito della placca batterica sui denti, per cui i denti devono essere lavati almeno 3 volte al giorno e comunque sempre dopo ogni pasto, in modo da evitare che zucchero e altre sostanze vadano ad attaccare lo smalto.

Il dentifricio più adatto è quello al fluoro che aiuta a prevenire la formazione del tartaro e cerca di rinforzare lo smalto dentale. 
È consigliabile, invece, evitare i dentifrici sbiancanti perché sono corrosivi e rischiano di rovinare lo smalto rendendo i denti più deboli e fragili.

Lo spazzolino deve essere usato spazzolando il dente seguendone il verso, dalla gengiva verso l’estremità del dente e mai nel verso contrario e deve essere sostituito ogni 2-3 mesi circa, in modo da allontanare il diffondersi di batteri nel cavo orale.
A completamento del lavaggio è importante l’uso del filo interdentale e, se necessario, di uno scovolino, in modo da eliminare qualsiasi residuo rimasto bloccato tra un dente e l’altro.

Prevenire la pulpite è possibile anche a tavola, facendo attenzione a quello che si mangia.
La frequente assunzione di zuccheri è sicuramente un fattore che favorisce la formazione della placca e, unita al consumo di cibi che aderiscono maggiormente alla superficie del dente (torroni, marmellata, miele, cioccolato e caramelle mou e gommose), contribuisce alla comparsa della carie.

Alcune persone risultano più predisposte alla carie, ma in linea di massima se si adottano le norme corrette è più difficile trovarsi in problematiche di questo tipo. 

L’igiene professionale periodica

Per prevenire la pulpite un’igiene professionale periodica dal dentista è d’obbligo.
La pulizia dei denti, effettuata da un professionista come minimo ogni 6 mesi, riduce notevolmente il rischio di carie, rimuovendo i residui di tartaro difficili da raggiungere con lo spazzolino.
L’igiene professionale periodica è una forma di controllo che previene non solo la pulpite ma tanti altri disturbi che colpiscono i denti e che provocano problemi anche gravi. 
Per maggiori info, o per prendere un appuntamento, chiamateci allo 0571 993221 dal lunedì al venerdì.

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